Il cantiere pilota dell’architrave del portale di San Ranieri in Piazza dei Miracoli a Pisa
Nell’ambito del progetto Optocantieri, è stato realizzato un cantiere pilota in Piazza dei Miracoli a Pisa, per la pulitura dell’architrave in marmo della Porta di San Ranieri.
L’intervento di restauro dell’architrave, si è articolato nelle seguenti attività:
- Individuazione dei litotipi e del loro stato di conservazione;
- Analisi degli interventi di restauro precedenti, sulla base della documentazione e dell’ispezione in situ;
- Individuazione dei punti di campionamento per le verifiche analitiche e loro interpretazione;
- Test di pulitura laser su zone campione precedentemente selezionate;
- Test di pulitura comparativa con tecniche tradizionali;
- Verifica analitica delle prove effettuate;
- Pulitura laser di una zona –campione dell’architrave;
- Documentazione tramite inserimento dei dati e delle relative mappature nel sistema informativo (SICAR).
Complessivamente l'opera presentava un avanzato stato di degrado sia delle componenti superficiali che del materiale costitutivo, in misura non sempre analoga. L'alterazione era dovuta essenzialmente alla presenza di cospicui strati di solfato di calcio, individuabili sia al di sopra che al di sotto delle pellicole ad ossalato di calcio.
In questa situazione, si è riconosciuta l’utilità di procedere con una pulitura laser, in quanto una pulitura ad umido avrebbe sciolto il gesso, impedendo di ottenere l’obiettivo prefissato, ossia il mantenimento delle pellicole ad ossalato più antiche, non caricate di pigmento.
Sono state eseguite numerose prove di pulitura, utilizzando un sistema laser innovativo, progettato per ottimizzare le procedure di pulitura di superfici lapidee degradate: “Smart Clean”. La validazione delle prove eseguite è stata effettuata attraverso la verifica analitica effettuata su campioni prelevati prima e dopo l’intervento di pulitura, in maniera da assicurarsi di avere effettuato la rimozione del gesso e del particellato atmosferico, preservando la pellicola a diretto contatto con la superficie marmorea. Ciò ha permesso di mettere a punto i parametri di emissione laser (fluenza, dose energetica, frequenza di ripetizione, dimensione dello spot) ottimali per ogni zona-campione, e dunque di elaborare il protocollo di intervento.
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